CHIMICA FARMACEUTICA - Parte della chimica applicata che si occupa dello studio delle proprietà, della composizione e dei metodi di preparazione e conservazione dei composti chimici utilizzabili come farmaci.
DROGA - Quella parte del vegetale dove sono più concentrati i principi attivi o comunque, in genere, ogni parte attiva di una pianta.
Parte della pianta che viene utilizzata a scopo medicamentoso.
Prodotto di origine vegetale contenente sostanze dotate di attività farmacologica (vale a dire i principi attivi), in virtù delle quali viene adoperato a fini terapeutici in medicina o utilizzato per l’estrazione di medicamenti in fitoterapia).
FARMACO - Composto chimico capace di produrre una o più modificazioni funzionali in un organismo sano o malato per interferenze delle sue proprietà chimiche, fisiche e chimico-fisiche con quelle della materia vivente.
I farmaci possono essere:
NATURALI, cioè costituiti unicamente da principi attivi puri.
SINTETICI, cioè costituiti da sostanze chimiche pure, sia che ripetano strutture già esistenti in natura, sia che costituiscano entità chimiche del tutto nuove.
Le aziende farmaceutiche, per ragioni economiche, commerciali e di lunga conservazione, laddove "copiano" l’erboristeria e la fitoterapia agiscono con principi attivi ottenuti per sintesi.
FARMACOGNOSIA - Scienza che studia la composizione chimica, la morfologia e l’attività biologica delle droghe. Insegna a conoscere le droghe delle piante medicinali, i principi attivi che le compongono, il periodo dell’anno in cui vanno raccolte e le loro tecniche di conservazione.
FARMACOPEA - Codice edito dall’autorità competente ( in Italia il Ministero della Sanità), comprendente monografie su sostanze e preparazioni farmaceutiche, nelle quali vengono definite le caratteristiche ed i saggi di purezza, innocuità ed attività.
In farmacopea oggi compaiono soltanto 15 piante medicinali.
FITOCOMPLESSO - Sostanze chimiche che si trovavano all’interno della droga (quindi principi attivi), portate in soluzione.
FITOCOSMESI - Preparazione di cosmetici senza componenti chimici industriali e con l'inserimento di uno o più principi attivi.
FITOTERAPIA - Cura delle malattie per mezzo delle piante; parte della farmacologia che studia l’impiego terapeutico delle piante officinali e medicamentose (o meglio dei loro principi attivi), nonché delle preparazioni medicinali (infusi, estratti, decotti, ecc..) da esse ottenute.
PRINCIPI ATTIVI - Sostanze, contenute nei vegetali, dotate di attività farmacologica.
I principi attivi sono termolabili (si modificano con la temperatura) e fotolabili (risentono dell’effetto della luce). Sono attaccati anche dall’umidità, da funghi e da batteri.
Vanno pertanto conservati in luoghi freschi, asciutti, ventilati e lontano da fonti di luce e calore.
TISANA, detta anche COMPOSIZIONE AROMATICA per la varietà delle piante componenti, è in genere costituita da erbe "rimedio base" (effetto terapeutico), erbe che ne potenziano l’azione (effetto sinergico), erbe diuretiche e/o lassative (effetto depurativo), erbe complementari e correttrici di gusto (erbe aromatiche).
La Tisana può essere preparata secondo due principi:
L’infuso: si prepara facendo bollire la quantità di acqua prevista e versandola poi sull’erba sminuzzata (generalmente fiori, foglie, gemme, e comunque parti "morbide" della pianta), lasciando in infusione 5-10 minuti e filtrando. Va bevuto preferibilmente caldo o tiepido.
Il Decotto: si prepara mettendo a freddo - a volte con una preventiva macerazione - parti "dure" della pianta (radici, cortecce, semi, bacche etc.) nella quantità di acqua prevista da portare all'ebollizione. La durata dell'ebollizione varia tra i 10 ed i 20 minuti. Successivamente si filtra e si consuma preferibilmente caldo o tiepido.